Vuoi conoscere di più sulla Kinesiologia e spiritualità, vite passate e regressione ?
Ho già scritto precedenti post come:
- La “lezione spirituale” e la Kinesiologia 1
- Testare la “lezione spirituale” attraverso la Kinesiologia
Ci sono argomenti che possono essere testati e utilizzati con la Kinesiologia che sono molto affascinanti ma che non tutti conoscono e non tutti i Formatori divulgano perchè fanno un pò da cavalli di battaglia della propria attività professionale.
Il cavallo di battaglia sai essere quel cavallo di cui sei fiero perchè si comporta diversamente dagli altri permettendoti quei successi che in altro modo non ottenevi!
Affrontare l’aspetto spirituale della propria vita, anche nelle sessioni kinesiologiche, è fare la differenza!
Forse lo hai già letto nei post precedenti, forse ancora no, ma ti consiglio di iniziare ad aprire la mente alla possibilità che dietro ad un disturbo, ad uno stato di sofferenza emozionale, ad uno stato di frustrazione per non riuscire ad ottenere e raggiungere ciò che ti sei prefissato, c’è una “lezione spirituale” da apprendere e che una volta appresa ti permette di accrescere la parte di te legata al tuo ESSERE e non solamente al FARE!
In molti mi hanno chiesto più informazioni via mail e per questo ho cercato di inserire sul blog un form mail ( tradotto un box nel quale inserire nome e mail) affinchè possa inviarti le informazioni opinioni e conferme su questa parte di kinesiologia un pò meno scientifica!
Con mia grande sorpresa mi sono accorto che su questo sito non era possibile aggiungere strumento per rimanere in contatto con te, per cui ho risolto per il momento indirizzandoti ad altra pagina dove puoi vedere il modulo e inserire i tuoi dati nel pieno rispetto della privacy.
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Inoltre stò valutando di cambiare indirizzo e creare un nuovo blog che mi permetta di inserire quei contenuti che questa versione non mi permette di caricare!
Mah! Sulla questione delle cosiddette vite precedenti, mi consenta di esprimere la mia perplessità. Sarebbe interessante vedere quali prove obiettive Lei potrebbe mostrare a supporto di questa tesi, nonché la metodica pratica attrverso la quale avrebbe accesso a questa per così dire diversa dimensione. Ci vuol provare? Non credo però che darà una risposta a questa pur legittima osservazione. La ringrazio.
Alessandro, le consento di esprimere tutte le sue perplessità in maniera molto libera perchè ognuno ha il diritto di credere ciò che vuole, ciò che lo fa star meglio, ciò che lo aiuta a crescere e migliorare!
La mia MIssion è aiutare le persone ad avere nuove opportunità di Salute e Benessere. Come vede non mi occupo di “provare” o dimostrare se esistano dimensioni diverse anche perchè come ho scritto nell’articolo del 22 luglio:
“Questo da solo non basta a poter dire che esistano, ma quello che a noi interessa è che anche se tutto ciò non fosse vero, ma la mente subconscia associa dei ricordi, delle immmagini, dei pensieri, alle vite passate e questi, hanno la capacità di determinare una condizione di squilibrio nella persona, allora a me non importa se esistano o meno, ciò che importa è liberare la persona dalla carica emozionale stressante di quei ricordi o quelle immagini!
Ricorda: la mente non fà distinzione tra qualcosa realmente vissuto o qualcosa vividamente immaginato! Questo è ciò che fà la differenza !”
La ringrazio della domanda che può essere d’aiuto anche ad altri lettori.
Grazie anzitutto per la cortese e peraltro sollecita risposta. La quale, però, a mio avviso, non soddisfa il quesito posto. Proprio perché sappiamo che la mente non distingue fra il reale e l’immaginato, e per non scivolare nell’ipse dixit, Lei, che ha introdotto l’argomento, non dovrebbe, nell’intento di tener fede all’interrogativo del Suo articolo, accennare almeno a qualche metodica suscettibile di addentrarsi nell’argomento evitando quanto immaginato dal soggetto, magari esponendo anche qualche caso esaminato? Diversamente, converrà che, con quell’intervento, in sostanza abbia detto tutto e il suo contrario su un argomento altrimenti ricco di spunti interessanti.
Le auguro una buona domenica
Grazie a lei del curioso interesse che nutre verso l’argomento!
Non avendo preventivato una eventuale futura esposizione tramite blog, di casi esaminati o meglio di consulenze in cui la persona ha risolto dei problemi fisici o emozionali o semplicemente superato dei limiti che gli impedivano di raggiungere i propri obiettivi nella vita quotidiana, non ho il consenso da parte dei miei clienti per poter divulgare ciò che sono storie personali e che vanno mantenute in “famiglia”!
E credo che su questo convenga con me! E’ corretto?
Di metodiche che si addentrano sull’argomento ce ne sono diverse: dalla PNL all’IPNOSI REGRESSIVA, dal Transformation Coaching al Theta Healing!
Anzi, se veramente le interessa l’argomento le posso consigliare di partecipare al SEMINARIO DI IPNOSI REGRESSIVA che Brian Weiss terrà a Riccione a maggio 2012 come può vedere dal link qui sotto
http://www.mylifetv.it/brianweiss/?pn=418
Se è in cerca di documentazione o storie personali o esposizione di casi, potrebbe esserle utile leggere qualcosa a riguardo sia del Dr. Angelo Bona sia del Dr.Brian Weiss
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre_le_porte_del_tempo.php?pn=1697
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__molte_vite_molti_maestri.php?pn=1697
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vita-nella-vita.php?idsearch=2947577?pn=1697
Per quanto riguarda me, io opero attraverso una sintesi di diverse metodiche ma con particolare riferimento al Transformation Coaching.
In tutto questo la procedura in sintesi è acquietare la mente conscia per fare in modo che le immagini, i simboli che le rappresentano o qualsiasi altra sensazione visiva, uditiva o cinestesica emerga per portare informazioni.
Oltre questo su web non esporrò altro circa le “tecniche” perchè non ritengo idoneo dare nozioni tecniche di un certo valore ed efficacia a chi non ha precedenti competenze per poterle utilizzare nel migliore dei modi e soprattutto in maniera vantaggiosa ed ecologica.
So che mi comprende perchè uno “strumento” è semplicemente uno strumento ma cambia molto il risultato che se ne ottiene in base al fine e all’intento di chi lo utilizza!
Un martello è sempre un martello! Lo possiamo utilizzare per battere un chiodo e appendere quel bellissimo quadro che abbiamo comperato in sala da pranzo, oppure lo possiamo utilizzar in maniera meno ecologica, come per esempio per rompere una vetro o far del male a qualcuno!
Spero di aver soddisfatto qualche quesito alla sua domanda o comunque averle fornito strumenti per poter capire e comprendere e trovare quelle risposte che cerca!
Grazie dell’opportunità di riflessione e buona domenica a lei!
Mi auguro davvero di non sembrare invadente, ma mi limito a osservare che, impostando così gli argomenti, si rischia soltanto di confondere le idee. So già cosa facciano con l’ipnosi o con altro al riguardo. Converrà che ne derivino soltanto impressioni soggettive destinate purtroppo a rimanere tali. E così con altre metodiche di indagine concedenti ampio spazio all’aleatorietà.
Ritenevo, dato il titolo del Suo intervento, che la kinesiologia offrisse elementi maggiormente significativi al riguardo. A parte la storia del martello, penso che una volta introdotto un argomento, poi si abbia pure l’onere di chiarire opportunamente quanto esposto. Non chiedevo dettagli di alcun genere, ma soltanto un accenno a qualche metodica operativa utile in tal senso; come pure non chiedevo alcun caso direttamente individuabile, ma, come si fa’ nelle esposizioni scientifiche, soltanto il racconto di qualche caso senza le generalità o altri indizi capaci di risalire al soggetto esaminato.
Mi sono sbagliato. La ringrazio ugualmente per quanto ha fatto.
Cordialmente.
Alessandro, quello che osservo dai suoi post è la richiesta di avere spiegazioni alle sue condizioni, secondo le sue regole! Le ho fornito nella risposta precedente alcuni strumenti attraverso cui approfondire l’argomento, anche se ora mi sovviene il dubbio che le possano realmente servire visto che dichiara di conoscere già alcune tecniche e in queste percepisce dei limiti in quanto non hanno quei criteri di scientificità che lei cerca!
Non sono in grado di soddisfarle l’esposizione con “metodo scientifico” perchè non mi interessa farlo: se qualcosa per me funziona indipendentemente che qualcuno me lo possa spiegare o meno, io mi concentro sul risultato. Pensi a quello che teorizzava A. Einsten sulla teoria della relatività: all’epoca venne considerato un pazzo e nessuno poteva affermare che ciò che raccontava avesse criteri di scientificità; oggi gran parte della “fisica quantistica” si basa su quelle scoperte.
Se credessi veramente che tutto è spiegabile attraverso la scienza, tornerei indietro di oltre 16 anni quando ero come “San Tommaso e credevo solo ciò che vedevo”! Solo più tardi mi accorsi che “si vede solo ciò che si crede” e quando ho fatto esperienza di ciò è cambiato l’effetto e i risultati che ottenevo! Lei sà bene che anche l’effetto placebo ( ma anche il nocebo) che è utilizzato nel mondo medico non ha criteri di scientificità perchè la sua efficacia è influenzata da molti fattori tra i quali “ciò che crede il medico”, dalla sua sicurezza e dalla percezione di autorevolezza che il paziente vive rispetto al medico in questione.
Posso solo ricordarle che le vere scoperte si fanno quando si lasciano cadere delle certezze che fino a poco prima abbiamo mantenuto per lasciare posto a qualcosa di nuovo! La vera domanda è se sono disposto o meno ad accogliere che ciò sia possibile?
Perchè se non lo sono qualunque risposta è opinionabile in base ai “propri schemi di pensiero”. In passato ho insegnato queste tecniche a diverse persone: tra loro c’erano anche medici e psicologi che per acquisire e sperimentare ciò, si sono “spogliati” del loro sapere scientifico per darsi la possibilità di fare l’esperienza del “non scientifico”, del non “razionale”, del “non consapevole”!
Conosco molti medici, psicoterapeuti e psicologi che dopo aver frequentato il percorso Omega Healing del Dr. Roy Martina (vedi http://www.roymartina.com) utilizzano quello di cui si parla sopra nella loro vita privata e professionale. Ciò che penso fermamente è che nella vita finchè si cercano informazioni, non cambia nulla perchè sono solo le azioni che creano un effetto sul mondo materiale! Ma tralascio per non andare fuori argomento.
Avendo percepito indiscutibilmente il suo interesse, le auguro di trovare le informazioni di cui ha bisogno nel modo corretto in cui le stà cercando!
Gentile sig. Rolando, mi scusi ma mi pare che Lei si sia chiuso dentro una corazza difensiva, nel timore di lasciarsi andare a chissà quali compromettenti rivelazioni. Per fugare ogni dubbio è perciò bene fissare qualche punto.
1) Lei, e non io, ha posto l’interrogativo “Vuoi conoscere di più sulle vite passate?” La mia risposta è si. Ma Lei mi “scarica”, rimandandomi alla lettura di certi libri. Di Suo, non aggiunge nulla;
2) Non capisco perché prima scriva di operare una attenta “distinzione fra qualcosa realmente vissuto o qualcosa vividamente immaginato”, e poi, quando Le chiedo come procedere in questo delicato discrimine, si rifugi dietro controproducenti tautologie;
3) Se si rende conto dell’impatto sociale che possano produrre certe finora aleatorie affermazioni.
Come dede, Le ho chiesto soltanto di far capire quel che Lei e non io ha scritto.
Sicuramente Le avrò chiesto troppo, ma si tranquillizzi: cercherò di non arrecarLe più fastidio.
Cordialmente
Ha ragione in toto!
Anzi prendo buono ciò che ha scritto Lei per rendermi consapevole di quanto io sia stretto all’interno del guscio di una tartaruga!!! Una tartaruga Ninjia !!! 🙂
Grazie!
Guardi, che non ho nessuna ragione! Non capisco di cosa dovrei aver ragione se non abbiamo discusso di niente! Mi pare invece che sia Lei ad aver ragione. E di questo se ne accorgeranno gli eventuali lettori. Se Lei sia dentro un guscio di tartaruga o altrove, non lo so: so soltanto che prima ha tirato il sasso e poi ha nascosto la mano. Ma non importa. Sono io ad aver sbagliato e ad averLa inutilmente distratta dai Suoi impegni. Di questo mi scuso, impegnandomi a non tediarLa più con dozzinali questioni del tipo di quelle proposteLe.
Grazie a Lei, quindi.